6 dicembre 2013

Service 2007-2008

SERVICE A.R. 2007-2008

OASI DI FRATERNITA’ ONLUS € 8.400,00
Alla luce del successo delle manifestazioni benefiche realizzate negli anni passati dai rispettivi Club, i Rotary Torino Nord, Torino Ovest, Torino Sud Est e Torino Sud Ovest per il 2008 hanno organizzato un grande Ballo di Beneficenza con lo scopo di raccogliere fondi da destinare ad un service individuato di comune accordo.
Venerdì 23 maggio 2008 presso il Castello di Pavarolo, gentilmente messo a disposizione dal proprietario, si è svolta la I° edizione del Gran Ballo di Beneficenza a cui sono stati invitati tutti i Club Rotary ed Inner Wheel dell’area torinese.
Il ricavato della manifestazione (Euro 8.400,00), è stato interamente destinato all’O.A.S.I DI FRATERNITA’: Onlus salesiana che raccoglie e gestisce le donazioni e le adozioni temporanee, attraverso il sostegno alle strutture di accoglienza e quanto altro viene raccolto per i bambini, gli ammalati, i poveri del Brasile o di altre realtà nelle quali sono impegnati i volontari dell’O.A.S.I.


Fondazione Crescere insieme al Sant’Anna ONLUS € 3.600,00
Il Club ha acquistato un apparecchio per fototerapia da donare all'Ospedale Sant'Anna, Reparto di Neonatologia.
Questo acquisto rientra nell'ambito del Progetto "Crescere Insieme al Sant’Anna" di cui il nostro Consocio Dott. Daniele Farina, Responsabile del reparto di Neonatologia presso l’Ospedale Sant'Anna di Torino è una delle colonne portanti.
"Crescere Insieme" è una fondazione che ha come obiettivo la ricerca costante nel settore della neonatologia ed il continuo miglioramento e potenziamento del Reparto di Neonatologia Ospedaliera.
Per questo progetto è stata avviata con il Distretto la procedura di sovvenzione semplificata

Confraternita di S. Vincenzo € 2.000,00
Tramite don Sandro Menzio, Parroco della Gran Madre è stato donato un contributo finalizzato ad alleviare le pene di alcune famiglie bisognose

Rotaract Torino Ovest € 1.500,00
Contributo alle attività di service del nostro Rotaract.

Progetto TOGO € 1.500,00
Progetto sponsorizzato dal nostro Assistente del Governatore per un service comune da realizzare in Togo. Tale service prevede fra l’altro: la costruzione di un pozzo, la posa di tubature per il trasporto dell’acqua potabile e la costruzione di un locale macelleria in regola con le norme igienico-sanitarie.
Il Club ha versato i 1.500 Euro già deliberati nello scorso a.r.

Opera di San Giobbe € 1.000,00
Storico contributo all’Opera di San Giobbe si occupa di famiglie che, un tempo in serene condizioni, si trovano attualmente in situazioni estremamente disagiate offrendo loro assistenza morale e materiale.

Premio Rotary Design € 875,00
Il Club ha acquistato 35 biglietti per il Concerto organizzato dai Rotary torinesi

Premio Bruno Caccia importo da definire
Contributo al premio annuale dei Rotary torinesi, organizzato in memoria del procuratore caduto sotto il fuoco della criminalità organizzata.

Scuola Neghelli € 500,00
Su iniziativa del R.C. Torino Nord Est e con il contributo di 8 dei Club con la sede in C. Galileo Ferraris è stato possibile acquistare il materiale didattico per i 240 alunni della scuola di Neghelli in Etiopia

Borsa di Studio per il RYLA € 500,00
Come ogni anno il Club ha offerto ad uno dei Soci del nostro Rotaract la possibilità di partecipare al Seminario Ryla

Service Governatore € 400,00
Come ogni anno in occasione della visita Ufficiale del Governatore il Club ha offerto un contributo da destinare ai service del Distretto


SERVICE TRIENNALE IN VIA DI DEFINIZIONE

Il Club sta cooperando con l’ASL Torino 3 per dare l’avvio al primo corso di “facilitatori per la relazione” (vedi progetto allegato)
Il Service, ancora in fase di definizione, dovrebbe prevedere, in linea di massima, la realizzazione di un corso triennale di formazione per 25/30 candidati con un costo globale circa € 20.000.



PROGETTO SPERIMENTALE
“Facilitatore della relazione”

Uno dei principali obiettivi del processo riabilitativo all’interno dei servizi di salute mentale è quello di limitare le conseguenze della patologia sul funzionamento sociale delle persone in cura.
A tale scopo vengono sovente impiegati in combinazione tra loro trattamenti farmacologici, psicoterapeutici e programmi per il mantenimento o l’acquisizione di abilità sociali generiche (igiene della persona, capacità domestiche, gestione del denaro, abilità lavorative, ecc.) a cui i pazienti possono accedere una volta ottenuto un sufficiente compenso sintomatologico ed un adeguato esame di realtà.
Anche nelle persone che aderiscono al trattamento una delle maggiori difficoltà da superare è quella di vincere la loro inerzia e incostanza in modo da iniziare ed essere in grado di proseguire i percorsi riabilitativi proposti.
Sovente persone o informazioni esterne all’ambiente sanitario vengono a disturbare tali percorsi rinforzando le resistenze del paziente al cambiamento e aumentando la sua fisiologica diffidenza nei confronti dei presidi terapeutici. Ad esempio sono diffusi luoghi comuni come affermazioni quali :” Gli psicofarmaci fanno male!”, “ puoi farcela da solo, cosa assumi quelle sostanze”, “non sei mica così matto da andare dallo psichiatra”, ecc. senza considerare che il buon compenso sintomatologico è determinato dalla aderenza alle prescrizioni terapeutiche.
Quando il compenso determina una condizione psichica indistinguibile da una “guarigione”, condizionata dal mantenimento della collaborazione alla terapia, il paziente è più esposto alle sollecitazioni delle persone che gli consigliano di autonomizzarsi dalle cure.
In questo clima culturale l’intervento di persone che confermano le informazioni scientificamente corrette, senza essere parte dell’equipe curante, può limitare gli insuccessi determinati dalle scarse capacità volitive dei pazienti e dalla loro facile influenzabilità da parte del contesto in cui vivono quotidianamente.
L’esperienza soggettiva di un miglior funzionamento sociale dovrebbe essere l’incentivo al proseguimento del percorso terapeutico riabilitativo ma non è sempre così per le difficoltà relazionali dei pazienti. In effetti la relazione interpersonale delle persone con problemi psichici è difficoltosa sia la patologia del soggetto, sia per la reazione che determina nell’Altro e che può dare adito ad equivoci.
In questa fase del percorso potrebbe essere molto utile l’intervento di un “facilitatore della comunicazione” che aiuta a comunicare e a recepire le risposte adeguatamente. Si tratta di una funzione “cuscinetto” e di filtro, e come tale garante e rassicurante per tutti: paziente e contesto. Questa dovrebbe essere una funzione a termine all’interno del percorso di riabilitazione e autonomizzazione del paziente dal servizio di salute mentale, ma in collaborazione con lo stesso.
E’ una funzione a volte svolta da familiari dei pazienti o da conoscenti in maniera più o meno consapevole. L’attuale composizione dei nuclei familiari, gli impegni lavorativi dei loro componenti e le dinamiche emotive a volte presenti in famiglia impediscono sovente l’individuazione di una persona che abbia il tempo di svolgere con costanza tale funzione, anche per un periodo limitato.
Riteniamo pertanto di proporre un progetto sperimentale che prevede la formazione di questa figura del “facilitatore della comunicazione” a profilo tecnico basso rispetto ad altre figure professionali già presenti nei servizi (infermieri, educatori professionali) che utilizzi competenze relazionali e di accudimento personali indirizzate e guidate allo scopo di accompagnare il paziente nel contesto nel programma terapeutico progettato dal servizio di salute mentale per un periodo di tempo prestabilito.

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